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Considerazioni sul concetto di entropia nei sistemi biologici

L'entropia può essere definita come la misura del disordine di un Sistema, che nei sistemi biologici appare come disorganizzazione strutturale/funzionale (espressione di uno stato disordinato, come ad esempio una cicatrice) o perdita dell'omeostasi, concetto che implica in se l'ordine mantenuto a spese di energia. La seconda legge della termodinamica afferma quanto segue:

L'entropia (disordine) dell'universo va' continuamente aumentando

Nella sua semplicità questa legge nasconde un'importanza e delle implicazioni straordinarie, portandoci a formulare la seguente previsione:

- Trasferimenti di energia possono avvenire soltanto se determinano un aumento dell'entropia universale

In pratica questo significa che esiste una stretta relazione tra il grado di disordine (entropia) di un Sistema e la sua capacità di fornire energia o eseguire lavoro. Tale concetto può essere generalizzato come segue:

Tutte le volte che l'entropia di un sistema aumenta, si rende disponibile energia per eseguire un lavoro. Reciprocamente l'entropia di un sistema può essere fatta diminuire soltanto se gli si fornisce energia dall'esterno. Il Sistema che diminuisce la sua entropia per immissione di energia, lo fa a spese dell'aumento di entropia di qualche altra parte dell'universo.

E' chiaro quindi che per neutralizzare la variazione positiva di entropia legata all'evento patologico,è necessario creare una forma di energia con compatibilità tale da poter essere utilizzata dal sistema bioenergetico cellulare in maniera analoga a quella prodotta al suo interno. Questo è sicuramente l'aspetto più complesso, poiché non stiamo parlando di forme di energia "statiche", ma di variazioni funzionali di incredibile complessità, che spiegano la necessità di ricorrere a modelli teorici, tecnologie ed architetture ingegneristiche estremamente sofisticate.

Partendo da modelli funzionali, ho sviluppato una famiglia di apparati specializzati, capaci di generare campi elettromagnetici nel campo delle NIR (radiazioni non ionizzanti) tali da eccitare selettivamente i sistemi cellulari di interesse terapeutico. Questa eccitazione selettiva ha lo scopo di "interrogare" il sistema biologico target. I dati dell' interrogazione sono analizzati dal sistema esperto (intelligenza artificiale che elabora dinamicamente concetti e regole anziché formulazioni rigide), e che presiede alla sintesi (costruzione digitale per quantizzazione) dell' energia da fornire in quel particolare istante, e trasferita per mezzo di appositi attuatori in forma di campi elettromagnetici, il cui contenuto di informazione è tale da poter introdurre il delta-s negativo richiesto affinché il principio terapeutico possa essere efficace.

E' chiaro quindi che il campo elettromagnetico in quanto tale non ha nessuna proprietà terapeutica, ma serve esclusivamente ad "entrare in sintonia" con il gruppo cellulare di interesse, mentre ha proprietà terapeutica l'informazione trasmessa dal campo, opportunatamente elaborata in tempo reale, ed iterativamente, in risposta all' interrogazione preliminare, dal sistema esperto che controlla integralmente il trattamento.

Il concetto di entropia/energia/informazione è più comprensibile con un esempio che sintetizza questo pensiero. Quando emettiamo un suono, utilizziamo energia per provocare uno spostamento dell’aria, utile a raggiungere un nostro corrispondente con cui vogliamo entrare in contatto. L' aria è l'equivalente del campo elettromagnetico utilizzato dal sistema. Permette di trasferire i suoni, ma non partecipa in nessun modo ai contenuti di informazione che questi trasportano, i soli capaci di rendere un messaggio chiaro e comprensibile per il nostro immaginario interlocutore, che di certo non sarà in grado di decodificare suoni gutturali e privi di senso, o lingue che non conosce.

Se vogliamo istruire il nostro interlocutore a compiere un qualche tipo di azione, per esempio accendere la luce, è necessario che l'informazione sia chiara e comprensibile, ossia che ci sia compatibilità sui criteri che definiscono l’informazione tra noi che formuliamo la richiesta e chi la riceve. Qualsiasi messaggio che non risponda a queste caratteristiche, pur arrivando all' orecchio del nostro referente, non produrrà nessun lavoro "utile" perché manca l’informazione necessaria a compierlo.

Questo esempio rende chiaro perché non può essere utilizzata una qualsiasi forma di energia con associata un’informazione casuale, oppure costante, per produrre l’effetto terapeutico desiderato. L' interrogazione permette questo dialogo bidirezionale e la corretta sintesi della struttura dei campi elettromagnetici terapeutici.

Ovviamente il concetto di energia di cui stiamo discutendo non ha nulla in comune con determinati approcci metafisici e/o pseudoscientifici che invadono la rete proponendo dispositivi improbabili e fuori da ogni logica di verifica e credibilità scientifica.

Quello che stiamo discutendo è termodinamica ampliata ai sistemi biologici, come già fatto con le strutture dissipative dal premio Nobel Prigogine. Tuttavia Prigogine ha sviluppato modelli per la comprensione dell'auto-organizzazione, non necessariamente limitata alla materia vivente. Viceversa i modelli teorici sviluppati in questa ricerca hanno come obiettivo l'interpretazione biofisica dei processi patologici cronicizzati, dell'invecchiamento, e della rigenerazione cellulare.

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